ANGRI,
LA CITTA’ DEL POMODORO
Angri, città nota come
grande produttrice di oro rosso, ossia di pomodori,
va riscoperta anche dal punto di vista dei beni
architettonici ed ambientali, con la ricchezza
della sua vegetazione tra le pendici dell’Albino
e del Sarno. Primi tra tutti, le Chiese. Oltre
alla più importante, quella di San Giovanni
Battista, comprendente la Chiesa di Santa Margherita,
con un ampio salone, sono numerose le piccole
chiese, la Chiesa di Costantinopoli, quella di
San Nicola, della Madonna del Carmine, della Madonna
della Pace, dell’Annunziata.
Angri è ricca di portali
e finestre adorne di decori intagliati da quei
maestri artefici del gusto catalano. Ma vanto
della cittadina sono il Castello, un tempo residenza
dei Principi Doria, e la Villa comunale, ricca
di piante ed aiuole fiorite. Tali monumenti storici,
insieme alle tradizioni (Festività di San
Giovanni, Falò di Sant’Aniello e
Palio) rappresentano ognuno un aspetto del poliedrico
volto della cittadina ai piedi del Vesuvio.
Come centro urbanizzato, Angri
sorge solo in età relativamente tarda.
Solo nel IX secolo si trova traccia del nome di
Angri, in documenti del Codice Diplomatico Cavese
(856).
La città è
un territorio di transito, un anello di congiunzione
importante tra Napoli e Salerno.
Testi: Stefania Maffeo
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